There are two ways to slide easily through life: Namely, to
believe everything, or to doubt everything; both ways save us
from thinking.
-A. Korzybski
Cari lettori di Crumbcast, il defunto padre Ernetti, qualche giorno fa è venuto di persona a trovarmi per lamentarsi di come lo avevo trattato nel post “Il monaco alla ricerca del passato scomparso”. Mi ha raggiunto con la sua nuova macchina del tempo al tarallio, mentre ero in salotto a guardare la TV.
Prima di ripartire per un’altra meta sconosciuta, però è dovuto andare in bagno, e io non ho resistito alla tentazione di fare un giro sul prodigioso macchinario lasciato incustodito. Solo per voi lettori ho spostato la mia massa molecolare nello spazio tempo di New York, 15 febbraio del 1921, per intervistare uno scienziato genialoide agli albori della sua carriera. In tale data infatti era stato da poco pubblicato il suo primo importante lavoro intitolato “Manhood of Umanity“. Ecco il risultato di questo piccolo furto:
Egregio professor Korzybski, sono un giornalista venuto qui da molto lontano per farle alcune domande sul suo primo libro, uscito pochi giorni fa.
[pag. 7] Comincio subito scusandomi con lei per il mio inglese piuttosto povero, spero di riuscire a spiegarmi a dovere.
E io spero di poterla tradurre a dovere. Per il momento il suo saggio non ha fatto molto scalpore al di fuori degli ambienti accademici, ci spiega quale è lo scopo delle sue fatiche?
[pagg. 9, 57, 10, 16, 17] Lo scopo di questo piccolo libro è affermare uno sviluppo importante di nuova scienza ed arte - la scienza e l’arte dell’ingegneria umana. Per la prima volta vorrei applicare la scienza e l’arte di dirigere le energie e le capacità umane all’uomo stesso. Infatti il problema principale dell’uomo è proprio la natura stessa dell’uomo. Mi sembra arrivato il momento in cui gli forzi e gli approcci ingegneristici finora ottenuti vengano applicati in questo campo. Attualmente si parla dell’essere umano come ad un certo tipo di animale o come un essere avente caratteristiche biologiche e filosofiche. Uomo come la combinazione di un animale con caratteristiche sovrannaturali non così ben definite. Queste due concezioni sono, dove non incerte, radicalmente sbagliate.
Cartesio e tanti altri credevano che la filosofia e la scienza dovessero indagare il campo della natura dell’uomo, per migliorarne la permanenza terrena… Altri motivi?
[pagg. 16, 17] Ci sono altri motivi che mi hanno spinto a scrivere: il dimostrare che il metodo ingegneristico, novità rispetto ai filosofi da lei citati, si salva, ed è al di sopra di ogni opinione personale; è anzi capace di muoverci verso un ambito sociale basato sul metodo scientifico. Per molti filosofi la ricerca della verità era solo una questione di ideologia priva di metodo e di scienza, e come diceva Gauss, “i filosofi se dicono qualcosa di vero è banale, se dicono qualcosa di non banale è falso”. Vorrei lanciare questa idea: è possibile arrivare a capire la vera concezione di cosa è l’essere umano e attraverso la scoperta delle caratteristiche della natura dell’uomo arrivare a scovare i segreti e le sorgenti dell’etica.
Andiamo subito al sodo allora. Secondo lei cosa è l’uomo?
[pagg. 10, 14] La peculiare caratteristica che distingue l’uomo dalle pietre, dai vegetali, e anche dagli altri animali, è una capacità , o un potere che io ho chiamato Time Binding. Vede, la concezione di materia, di tempo e di spazio che abbbiamo sempre avuto è quella appena sufficiente ad evitare il crollo di un ponte. La stessa concezione, come data nel mio libro per l’umanità , proteggerà la società umana dai collassi periodici che altrimenti inevitabilmente la caratterizzerebbero.
Sembra un concetto importante allora. Ci speghi allora cosa intende per Time Binding.
[pag. 52, 57] Sono due parole che riassumono il concetto di essere umano come unico essere vivente in grado di guardare alla storia. Prima come narrazione, poi come studio sistematico del passato. L’essere umano non è altro che quel magnifico agente naturale in grado di far vivere con consapevolezza il passato nel presente e il presente nel futuro. In questo contesto il ruolo della storia diventa centrale per lo sviluppo della società .
Nel suo libro ha parlato anche di adolescenza dell’umanità (Childhood of Umanity). Lei sostiene che sia finita con la guerra mondiale, e che ora ci si appresti alla maturità dell’umanità (Manhood of Umanity). Su quali basi propone questa affermazione?
[pag. 22, 28, 19, 23] E’ il momento di parlare di queste cosiddette pseudo-scienze. Cosa possiamo dire dell’etica, della giurisprudenza, dell’economia, della politica, dell’arte di governare? Per avere una risposta è sufficiente aprire gli occhi. Il progresso scientifico della chimica, della fisica, della matematica, dell’astronomia, hanno avuto negli ultimi tempi un tale enorme incremento… Pensate alla terra, che sembrava così vasta, e che ora sembra poco più di un granello di polvere nell’universo. Tutte le varietà di razze e di persone che sembravano essere divise da confini insormontabili ora vivono assieme in un unica comunità . Prima della guerra mondiale le pseudoscienze erano in ritardo sul progresso teconologico. E’ questa la risposta al perché di ogni disastro. Il ritardo fra le pseudo-scienze, rispetto al progresso scientifico.
La guerra che abbiamo vissuto è stata l’occasione per le filosofie di eliminare questo ritardo. L’intera storia dell’umanità , ed in particolare delle ultime condizioni mostrano troppo tristemente come sia stato pericoloso e costoso essere governati da chi è in ritardo. Facciamo un esempio: dopo un terremoto, gli eventi di ricostruzione e di soccorso possono ristabilire un nuovo equilibrio, ma è un equilibrio nato dalla violenza ed è destinato ad essere nuovamente e periodicamente disturbato. Almeno fino al momento in cui l’ingegneria non avrà la possibilità di svilupparsi e di progredire in accordo con le leggi della natura. La periodicità di alti e bassi della storia può essere interpretata come il risultato della grande disparità fra il rapido progresso della tecnologia e della scienza e il lento progresso delle scienze sociali.
Quali sono i motivi del ritardo?
[pag. 23 , 28] La risposta non è difficile. Il motivo è semantico. Il primo è che gli pseudoscienziati sono rimasti da tempo immemore ad una concezione dell’uomo come animale o come combinazione di animale e qualcosa di sovrannaturale. Inoltre sono rimasti indietro perchè sono rimasti vittime degli ingenui desideri delle classi politiche di ogni epoca, invece di farsi trasportare dal desiderio di uno stato illuminato; hanno preferito stare dalla parte di interessi caldi e sicuri da cui è dipesa volta per volta la loro agiatezza. Gli scienziati che hanno davvero fatto la storia non hanno avuto paura di andare contro questi interessi.
Ma ora il motivo non sussiste più. E’ servita una guerra per farci rendere conto della finitezza del mondo, della necessita di mettere in dubbio le antiche definizioni. Ne è valsa la pena? Normalmente centinaia di conigli ogni giorno vengono uccisi nei laboratori per il bene dell’umanità . La morte nell’ultima guerra è servita a darci una nuova e giusta visione. Ne è valsa la pena perché è stata finalmente analizzata correttamente, nella prospettiva storica.
Quindi il “time binding”, proprio dell’umanità , la salverà da future catastrofi! In tutto questo discorso, però, ho appena appena l’impressione che i filosofi non le stiano simpatici…
[35, 36, 37, 38] La filosofia ha fallito! Fichte definisce la filosofia come la “scienza delle scienze”. Si pone il compito di risolvere i problemi del mondo. Ma poi lui e la sua genìa usano solo linguaggio di opinioni. Nella scienza le opinioni sono gradite solo se supportate da fatti che le giustifichino. Il fallimento della filosofia come coordinatore delle scienze nei vari campi e come analisi dello stato dell’uomo è responsabile del caos che si è creato nel pensiero dell’uomo e nell’uomo. Non ci sono organizzazioni collettive e nemmeno propositi. La vita per come viene intesa dagli pseudoscienziati è un gioco accidentale di ambizioni e avidità private e collettive. E poi, se la scienza serve anche a prevedere i fenomeni, mi spieghi questi sociologi che non sono stati in grado di prevedere la più grande guerra dell’umanità , secondo lei a cosa servono.
Lo spazio dedicato a questo post e terminato, ma non temete, altre risposte del professor K. verranno pubblicate nei prossimi post di Crumbcast. Il prossimo fra circa 1 mese! Non perdetelo!
Rubrica: geni in compresse |