18 settembre 2009michael andrews - “hand on string”
sfiora gainsbourg, costeggia i beatles e attraversa le cime morbide del miglior pop. il tutto con un senso di melodia tra i piu’ nobili che mi sia capitato di ascoltare.
leftovers si e’ fermato per alcuni mesi anche per via di questo disco. ha monopolizzato i miei ascolti e ancora adesso continuo a doverlo ascoltare ogni paio di giorni.
sensazionale, assolutamente magnifico.
per trovare pari in termini di sensibilita’, creativita’ e talento bisogna scomodare mostri quali “yankee hotel foxtrot” dei wilco o “sea change” di beck. andrews riscopre strumenti noti, scolpisce suoni unici e non ha paura di smontare le strutture pop dal loro interno. con naturalezza e calma spesso ci priva di una struttura confortante o di un meritato ritornello, se ha ancora senso chiamarlo cosi’.
lui e’ il tizio che ci ha riproposto “mad world” dei tears for fears all’interno della sua colonna sonora di “donnie darko”. quel singlo gli era valso il primo posto della chart inglese. buffo, non era successo agli autori originali nel 1982. credo comunque quella sia la sua creazione meno felice. ha dimostrato una incredibile sensibilita’ con un’altra sua colonna sonora, quella di “me and you and everyone we know”. uno dei miei film preferiti di sempre.
suona dal 1985 e questo hand on string e’ il suo primo vero e proprio album. e’ stato come aprire una bottiglia d’annata. andrews ha saputo aspettare fino al 2007 per aprire la sua e il risultato e’ fuori dal comune.ma non fermatevi alle melodiche armonie pop, riascoltate e riascoltate. c’e’ molto altro da scoprire.
per usare le sue stesse parole:
“if you’re understanding half of what I do, then you are understanding you too”.
questo e’ uno dei suoi pochi video live disponibili in rete.
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