28 aprile 2009ognuno serve a “suo modoâ€
Se vivere è mentire, una donna in particolare ha mentito benissimo attraverso la macchina da presa. Eleanora Derenkovskij, meglio conosciuta come Maya (illusione) Deren si può definire come una delle principali creatici ed anzi anticipatrici del vero cinema off Hollywood. Una creatività sfrontata ed estremamente precisa, quasi detestabile, tanto da essere amata ed odiata nel medesimo istante. Piccoli fotogrammi di pellicole intrise di riflessione ed interessanti accostamenti estetici. La ricerca maniacale di stupire con effetti di grande impatto emotivo basati su uno studio perfezionista del movimento, soprattutto legato alla danza. Indipendenza e manipolazione degli strumenti che compongono quella strana macchina che viene definita cinema.
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“At Land
â€, credo il mio preferito, come stravagante rivisitazione di un’Alice sperduta in un paese non più delle meraviglie ma di un subconscio decisamente colto ed irrisorio. L’arte che si fa gioco -gli scacchi- nonchè chiaro omaggio all’amico e mentore Duchamp che in Entr’Acte vediamo ritratto in una partita di scacchi insieme a Man Ray. Un banchetto impregnato di personaggi complessi quali poeti, scrittori, scultori pittori ed un ritmo cinematografico ipnotico quasi parte di un rituale. Personaggi che si ritrovano durante tutta la vita della Deren, la quale ha potuto vantare amicizie del calibro di Anais Nin, Marcel Duchamp, John Cage, Jonas Mekas e numerosi illustri nomi della scena intellettuale degli anni ’40 e ’50 e soprattutto del mondo della danza e del balletto, ennesimo interesse della complicata regista.
E poi, nel 1953, la partecipazione come unica donna al “Poetry and the Film Symposiumâ€, promosso dalla Cinema 16. Maya Deren, che aveva in tutto ciò iniziato la sua carriera artistica come poetessa tanto da affermare “il mio cinema sta ad altri film come la poesia sta alle altre forme della letteraturaâ€, ritratta in occasione di questa importante manifestazione accanto ad Arthur Miller, Dylan Thomas, Parker Tyler e Willard Maas. Una donna che durante quell’intervento, a quel tavolo, ha semplicemente espresso due concetti base della sua maestria cinematografica ed artistica: “verticalità †-cinema sperimentale e poesia- ed “orizzontalità †-prosa e cinema classico-
Ma senza impartire lezioni di alcun genere, in tutto questo assaggio di erudizione, lascio la parola alle accademiche biografie e bibliografie ma soprattutto alla breve ma stimolante visione di tutte le opere della ormai –ahimè- dimenticata e taciuta Maya.
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Oggi vorrei parlare della crisi economica.
dati della realtà accaduta nel frattempo, ed è arrivato alla conclusione che i cambiamenti occorsi sono stati coerenti con quanto previsto. Il
Terribile no? Io lo trovo geniale! Mi riferisco oviamente all’autore di questa massima: 
: il motore ad induzione magnetica. Il problema della trasformazione dell’invisibile e misteriosa energia elettrica in energia cinetica, era già stato affrontato, ma in un modo approssimativo e per nulla soddisfacente. Le spazzole, cioè i collegamenti elettrici fra la parte fissa e il rotore del
primo maggio 1888 Tesla brevetta lo stesso motore di Ferraris. Non c’è stato plagio. Entrambi lavoravano sul progetto da parecchi anni. Inoltre il progetto di Tesla è predisposto per la produzione industriale, mentre quello del professore, era progettato più che altro per soddisfare la curiosità .



