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La risposta del miglior musicista del mondo

bohok

Cari lettori del blog
l’e-mail che vi lascio di seguito, mi è giunta da pochi giorni, in riferimento al post “il miglior musicista del mondo” pubblicato qualche mese fa. E’ firmata proprio da “il miglior musicista del mondo”. Ha voltuo darci la sua versione della storia.
Non so se è del vero miglior musicista del mondo di cui parla la leggenda (se fosse così, molte cose sarebbero da riscrivere), o di qualcuno che si è sentito solo preso in causa senza merito. Come ben sapete, non si sa nemmeno se il miglior musicista del mondo esiste o meno. In ogni caso credo che valga la pena leggere questo ultimo requiem. Poi, come egli stesso ci ha chiesto, non ne parleremo mai più.

Molte inesattezze sono state scritte, e poche le cose che davvero ho vissuto… Ma continua a non piacermi, la musica!

Parlo dell’ascoltare.
Ogni volta che ascolto un “pezzo”, così li chiama Kurt Weil, vedo delle cose. E quello che vedo non mi piace. Vedo qualcuno che cerca di impormi un’idea che non mi interessa… Come se dovessi vivere i sogni delle persone che stanno suonando. Forse la musica è proprio quello, dare una personalità a chi non ne ha una. Forse a molti piace così. Nascondersi dietro alle idee degli altri… Siamo dove tutti vogliono essere qualcunaltro, dove tutti sognano di essere qualcunaltro - la musica ha preso questo significato - allontanarti da te stesso. E se non basta, allora c’è il video musicale che ti fa vividamente immaginare di essere qualcunaltro. E se non basta ancora? Allora possiamo, oltre il vedere e sentire, anche muoverci come chi non siamo, ed ecco l’air guitar, così cretino da diventare evento mondiale con tanto di campionati. E se nemmeno questo è sufficiente a stimolare l’immaginazione teleguidata, incaricata di farci fuggire da noi e dalla nostra vita? Ecco l’X-Box in salotto e accanto a un sottobicchiere fatto all’uncinetto, una chitarra finta, con i bottoni colorati nel manico. Addirittura imparare due accordi veri era meno costoso… Ecco, per darci l’illusione definitiva di essere ciò che tutti sognano di essere: un rocchettaro tossico, fallito, incapace e sfigato.
Ma perche tutti sognano di fare i cantanti o i musicisti? La risposta è il pubblico. Perchè il cantante ha il pubblico e può soddisfare il suo narcisismo con il pubblico che lo segue per poter sognare di essere al suo posto, e avere un pubblico, mordersi la coda all’infinito. E’ inutile ricordare che la musica non c’entra più nulla in tutto questo. C’è stata un epoca in cui era diverso?
Forse l’epoca che mi avete attribuito? O il conservatorio, che credete io a bbia frequentato? Forse la musica classica era diversa, oppure anche i nobili e i borghesi andavano all’opera sognado la vita boema di quei musicisti che vivevano di notte e passavano il tempo a sfregare quattro corde?
Magari la musica da ballo? Anche lì però la partecipazione attiva prevede manie di protagonismo del pubblico, che deve perché se no sta fuori, deve partecipare, è costretto ad urlare e muoversi… Anche in questi casi la musica non c’entra nulla… Allora ci hanno sempre preso in giro?
La musica è essere qualcuno che non sei.
La musica piace ormai solo perchè si vuole essere al posto del musicista. Questo è lo scopo. Questo mi fa male.

Parlo allora del suonare.
Se non credessi interessante essere al posto del musicista, come lui vuole, al posto di un altro, perchè dovrei essere io il musicista?
Vi prego di non parlare mai più di me.

- Il miglor musicista del mondo