Ecco l’ultima attesissma parte dell’intervista ad Alfred Korzybski!
Potrà illuminarci ancora sulle sue idee e teorie, sconosciute, ma non per questo non degne dell’attenzione di qualche curioso!
…
Lei muove pesanti critiche a diversi campi del sapere umano. Non le sembra di avere esagerato, in alcuni punti?
[pag. 77] Il mio libretto si basa sulla critica. So che i miei lettori sono consapevoli che il criticismo - parola che io uso come sinonimo di pensiero - può essere di tre tipi: puramente costruttivo, puramente distruttivo o costruttivo e distruttivo allo stesso tempo. Il criticismo puramente distruttivo è qualcosa di realmente utile. Se un’idea, o un sistema di idee, sono false e causa di danni, allora può essere igienico attaccarle e distruggerle, anche se non si ha nulla di meglio da proporre al loro posto. Certo, l’utilità del criticismo distruttivo è indubbia, ma potrebbe non essere così semplice. Le abitudini che accompagnano il criticismo, possono essere necessarie, molto utili - addirittura indispensabili per sopravvivere. Gli automatismi servono a non sprecare inutilmente il pensiero. Fare diverse cose utili automaticamente, senza spreco di pensiero consapevole, permette di risparmiare energie per lavorare alle cose utili. Ma l’abitudine può essere dannosa. Ci permette di difenderci automaticamente dalle false idee, come un riflesso involontario, senza farci usare il pensiero. Questa è la madre di tutte le difficoltà del pensiero critico puramente distruttivo.
D’altro canto un criticismo puramente costruttivo, consiste nell’introdurre nuove idee come conseguenza di quelle vecchie… Che almeno non sembrano scontrarsi violentemente con quelle vecchie. Questo tipo di criticismo non è affatto facile. Prima di tutto la difficoltà di dimostrare alle persone che sono così contente del loro attuale stock di ideologie che ci può essere qualcosa di meglio; e la seconda difficoltà è quella di proporre le nuove idee in un modo facile ed intellegibile. Il terzo tipo di criticisimo - quindi di pensiero - è quello sia costruttivo che distruttivo: possiede una doppia anima. Distruggere e ricostruire. Le idee del passato che meritano di essere sostituite da idee nuove. Per poter fare questo tipo di critica, ovviamente la più difficile, serve non solo avere un’ intuizione delle cose che devono essere salvate e distrutte, ma anche sapere esattamente con cosa tali idee devono essere rimpiazzate. Saranno i lettori a decidere quali sono le cose che nel mio libretto si salvano, e quali no.
Lei vuole sostituire alcune scienze, che lei chiama pseudoscienze, con qualche cosa che sia realmente basato sul metodo scientifico. La sostituzione che lei propone risulta essere una conseguenza logica del fatto che l’uomo possiede il time binding power. In questo modo però lasccerebbe alla scienza, e solo alla scienza, il compito di regolare la vita, di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato… Non le sembra di esagerare? In futuro potrebbe essere preso per una caricatura…
Caricatura? Crede che io sia un fanatico? Bene, ammettiamolo pure, ma adesso, quali sono le cose che regolano la vita umana? E’ un concetto enorme che si riassume in due parole: Scienze e Pseudoscienze! Sarà d’accordo con me nel dire che non c’è altro sul piatto.
[pag. 79] Le pseudoscienze , le cosiddette scienze “sociali” (etica, sociologia, economia, politica…), non sono certo inferiori delle altre per importanza, ma perchè le scienze tecnologiche e matematiche hanno dato così tanto all’umanità mentre le pseudoscienze hanno tolto così tanto all’umanità ? Le pseudoscienze eppure hanno effetti più immediati nella società , rispetto alle scienze. Ora, le scienze che regolano la vita, sono prevalentemente le pseudoscienze! Se esse fossero basate realmente sul pensiero scientifico, come la matematica, la fisica la chimica, la biologia, la medicina, che tanto ci hanno già dato, allora pensi a dove potremmo arrivare!
Bene, questa è la sua proposta. Ma da dove si comincia per arrivarci?
[pag. 80] Non sono certo io il primo a dirlo. Leibnitz diceva che il segreto della filosofia è trattare le cose ben note, come cose sconosciute. Questo segreto della filosofia di Leibnitz, è il SEGRETO DI QUELLO CHE NOI CHIAMIAMO SCIENZA!! Non abbiamo altro da fare che applicarlo nella nostra quotidiana esperienza!
… Ma concentrare tutto il potere in un’unica disciplina, la scienza, non potrebbe essere… Abbiamo visto nella storia recente cosa succede a lasciare troppo potere. Nella (prima) guerra mondiale appena conlusa…
[Pag. 121] Certo! La Germania disponeva di un enorme potere. Lasciando le nostre emozioni e idee politiche da parte il più possibile, possiamo analizzare la situazione in modo scientifico: perchè la Germania si è trovata in una situazione di tale tremendo potere? Perché nella sua convenzione sociale etica, politica, economica, ha deciso di utilizzare, più di ogni altra nazione, il pensiero scientifico. E’ molto comune, ed erroneo, pensare poi che la guerra sia stata una guerra di padroni, nata da dissidi fra i governanti. Sono un substrato di condizioni sociali che si accumulano e che perdurano e non l’intervento di un “deus ex machina”, a fare la tragedia.
La vera origine di questa guerra va cercata nelle MOTIVAZIONI ECONOMICHE. La Germania ha dovuto scegliere fra guerra o bancarotta. Era una nazione devota ad un sistema di espansione industriale indefinita; quando tale espansione si è scontrata con in confini politici della nazione, ecco che ha giocato l’ultima carta per continuare indefinitamente l’espansione industriale sul campo. Gli altri stati europei non erano in grado di fronteggiare una potenza simile. Ecco un esempio di metodo scientifico: alla potenza o energia, nelle scienze esatte, corrisponde un conseguente movimento. Tali calcoli si fanno continuamente nel campo dell’ingegneria. Se fossero stati fatti nel campo delle scienze sociali, tale devastante guerra avrebbe potuto essere prevista.
Quindi il potere della Germania era conseguenza dell’impostazione tecnologica? Non c’era nient’altro?
[pag. 127] La Germania non ha fatto altro che applicare il metodo scientifico in ogni parte della sua vita civile. Vita militare basata sulla vita industriale e vita industriale basata sulla vita militare. Un circolo vizioso che avrebbe portato alla necessità di avere nuovi mercati. Il modo più economico per accaparrarseli, sarebbe stato anche il modo migliore per rigenerare la vita militare.
Ancora un ultima domanda: qual è il concetto che meglio riassume quanto lei ha scritto nel suo libro?
[pag. 74] Il mondo vedrà una pace perpetua, quando e solo quando le cosiddette scienze sociali saranno tecnologicizzate. quando e solo quando saranno basate sulla scienza nello spirito e nel metodo. Quando potranno progredire di pari passo con le scienze matematiche, naturali e tecnologiche.
…
L’intervista immaginaria finisce qui. Come avrete potuto ben immaginare, a causa della mia limitata cultura, non ho potuto scrivere tutte le idee del dottor K. Ho lasciato solo i principi chiave, o meglio, quelli che per me sono i principi chiave del personaggio. Se volete saperne di più non vi resta che leggere le fonti primarie: “Manhood of Umanity“.
-John Ludos
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