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“Bisogno di Libertà”

Le chiavi di una moto con il serbatoio pieno, una settimana di vacanze pagate, o semplicemente una notte da soli con un buon libro. Anche queste le libertà di cui si può avere bisogno. Anche questo ciò di cui ci parla lo scrittore e velista solitario Björn Larsson nel suo libro quasi-ma-non autobiografico “Bisogno di libertà”.

9788870911527Prima di cominciare la lettura è doverosa una considerazione (almeno in qualcosa che assomiglia ad una recensione dovrebbe esserlo, altrimenti si potrebbe benissimo limitare al titolo e all’autore del libro in questione):

per quanto si possa essere fortunati non si ha spesso la possibilità di frequentare persone che sappiano essere interessanti e che abbiano un certo modo, unico e intenso di pensare, dal quale poter ricevere spunti filosofici, letterari e umani. Quando uno di questi decide per un caso fortuito di fare lo scrittore e per un altro caso di scrivere della propria vita e delle idee che tale vita hanno in lui suscitato, come se parlasse con un amico attraverso le pagine, allora non si deve perdere l’occasione di averci a che fare.
Fra l’imbarazzo di venire a conoscenza di dettagli profondi e personali della vita di un uomo e la curiosità di sapere quali saranno le sue prossime conclusioni, gli occhi continuano a divorare le parole contagiati dalla passione per la vita di Larsson e dall’amarezza del constatare che, anche se noi, leggendo, sappiamo sempre più cose della sua vita, lui non saprà mai nulla di noi.

-John Ludos



Succo dimenticato, batterio ritrovato!

Questo racconto lo comincerò dal fondo!

E’ infatti la storia di due dimenticanze inanellate l’una nell’altra. Una dimenticanza più recente che ha fatto riaffiorare alla memoria una sbadataggine originale, andata poi, ovviamente, dimenticata.

mar1-002a2Siamo nel 1984, nell’ospedale della città australiana Perth, a due passi dall’immensa foce del fiume Swan, che spezza in due la città. Due, come i ricercatori Barry James Marshall e Robin Warren, protagonisti del racconto. Chiusi nel loro laboratorio stanno facendo degli studi sui disturbi gastrici. L’ipotesi del dottor Marshall è che sia un batterio la causa delle gastriti e dei reflussi gastrici che affliggono buona parte della popolazione mondiale. Il batterio colpevole dovrebbe abitare proprio fra le pareti gastriche dello stomaco, ma il risultato delle ricerche condotte fino a quell’anno hanno solo suscitato grandi risate della comunità scientifica. Si ritieneva impossibile che un organismo autonomo potesse sopravvivere in un ambiente che ha la stessa acidità della batteria di un camion. Eppure i due scienziati riuscirono a dimostrare prima a loro stessi e poi agli altri colleghi, che tale batterio esiste ed è nocivo.

Dimenticate delle provette contenenti dei succhi gastrici in un armadietto del loro laboratorio, dopo qualche giorno notarono su di esse  una patina superficiale: erano colonie del famigerato batterio che sarà battezzato Helicobacter Pylori. Egli è in grado di vivere in ambienti acidissimi ricoprendosi di una sostanza che lo isola dai succhi gastrici, che altrimenti lo ucciderebbero.

Ora che per sbaglio si era venuti a conoscenza dell’esistenza dell’Helicobacter Pylori, i due scienziati dovevano ancora dimostrare un’altra cosa: che quel minuscolo organismo cigliato fosse effettivamente la causa della gastrite.
Per poterlo fare il dottor Marshall usò il suo stomaco come cavia ingenrendo una fiala di batteri: dopo poche ore erà già affetto da una forma acuta di gastrite. Ma niente paura: nota la causa, il dottore aveva già la cura pronta, per se e per il resto dell’umanità.

Questo risultato importantissimo portò i due scienziati a vincere il premio Noble nel 2005, ma soprattutto mise in luce una seconda dimenticanza, ben più grave delle provette nell’armadietto.

L’Helicobacter Pylori era già stato scoperto. Cento anni prima, dall’altra parte del mondo.

Ora siamo nel 1893 a Torino, il futuro senatore della Repubblica Italiana, Giulio Bizzozero sta esaminando i tessuti dello stomaco di un cane. Laureato in medicina appena ventgiulio_bizzozeroenne, ebbe la sua prima cattedra l’anno successivo all’università di Pavia. Durante gli studi aveva scoperto che il sangue, negli esseri umani, è generato nel midollo osseo. A 27 anni vinse una seconda cattedra all’università di Torino, e portò il centro ricerche di questa città ad essere uno dei più attivi d’Europa. Ebbe come allievo Camillo Golgi, futuro premio Nobel.

Ma ora non ci interessa tutto questo. Nella sua analisi dei tessuti dello stomaco animale, il professor Bizzozero riuscì ad individuare ed isolare l’Helicobacter Pylori riscoperto cento anni dopo. Però non seppe collegare questo sgradito ospite alle conseguenze che aveva sui pazienti infetti e perse così l’occasione di trovare una soluzione al diffuso problema della gastrite.

- John Ludos